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ISPICA
Anticamente nota con il
nome di Spaccaforno, Ispica sorge su un altopiano calcareo a 170 m s.l.m.
La cittą č di origine antichissima e deriva il suo nome dalla parola
greca ypsos (calce) a causa di una vicina cava di calce che vaniva
sfruttata gią durante il periodo greco. Il nucleo primitivo
dell'agglomerato č di origine medievale e sorge alla base della rocca
che accoglie i resti dell'antica fortezza. A seguito delle distruzioni
del terremoto del 1693 la cittą č risorta in direzione dell'altopiano
con la caratteristica maglia ortogonale di impianto settecentesco. La
cittą ebbe un periodo molto vitale in epoca rinascimentale e appartenne
sino al 1450 circa alla Contea di Modica e alla famiglia Chiaramonte. In
seguito passņ in mano alla famiglia Caruso di Noto e in ultimo agli Statella. Di grande interesse architettonico sono gli edifici liberty di
inizio secolo, tra i quali il superbo palazzo Bruno di Belmonte,
Progettato da Ernesto Basile nel 1906, che influenzerą fortemente
l'architettura ispicese successiva.
A valle della cittą si trova il parco archeologico Forza. In una gola
calcarea che si dipana fino a Modica, sullo sfondo di uno scenario
naturale di aspra bellezza sorgono insediamenti di vari periodi,
dall'etą del bronzo al medioevo. Sul fondo della valle, ai piedi del
parco sorge la chiesa rupestre di Santa Maria della Cava, di origine
paleocristiana, che custodisce preziosi affreschi bizantini.
Nel 1935 Spaccaforno si riappropria dell'originario nome Ispica che
aveva perduto in epoca medievale. |