Donnalucata On Line  l  Notizie storiche  l  Dove siamo  l  Chi siamo  l  E-mail

 

SCICLI

Sorge nella valle formata dai colli di San Bartolomeo e S. Maria la Nova con la fiumara di Modica. Il nome stesso lascia intendere una origine sicula ed infatti tutte le contrade sciclitane presentano tracce di presenza umana antecedente al periodo greco, in particolare tombe scavate nella roccia e grotte che si sono conservate sino a noi.
Tali grotte sono peraltro una costante nella storia sciclitana in quanto furono abitate in diversi periodi storici, anche molto recenti; le grotte più importanti sono forse quelle di contrada Ronnafridda in cui si trovano sepolture risalenti al primo periodo cristiano.
Forse addirittura già i Sicani abitarono la collina di S. Matteo lasciandovi vestigia, ad essi succedettero i Siculi che popolarono tutto il circondario avviando anche rapporti commerciali con i fenici.
Scicli è pertanto la più antica città della provincia di Ragusa, risalente almeno all’età del bronzo, avendo preso il nome proprio da quei siculi che vi si erano insediati e che per primi trasformarono gli insediamenti in città vera e propria.
Sarebbe pertanto di origine sicula il castello dei tre cantoni che si trova sul colle di S.Matteo, e che secondo alcuni era collegato alla valle da strade sotterranee.
L’incremento demografico fece si che la città si estendesse dalle cime ben difendibili verso le valli mentre aumentavano anche gli abitanti nelle campagne circostanti.
Si ha anche notizia di una città di origine fenicia, Ippana, che sarebbe stata distrutta dai romani in quanto alleata di Cartagine, e che forse si trovava nell’odierna C.da Spana.

 
Chiesa di San Bartolomeo
 
Chiesa di San Bartolomeo
 
Chiesa di San Bartolomeo
 
Chiesa di San Bartolomeo
 
       
Chiesa di San Bartolomeo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
       
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
       
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
Chiesa di San Matteo
       
Casa del Carioti
Resti del Castellaccio
Gregge al Castellaccio
Rupe del Castellaccio
       
Colle di San Matteo
Orologio di San Matteo
Quartiere di S. Bartolomeo
Bottega a S. Bartolomeo
       

Con la conquista romana della Sicilia, Scicli fu una delle 72 città che componevano la provincia romana e fu città decumana, in quanto tenuta a versare a Roma la decima parte dei propri raccolti.
Dopo la caduta dell’impero romano Scicli, come altre città, si munì di mura e fu fortificata allo scopo di difendersi dalle invasioni barbariche che saccheggiavano il territorio circostante.
Tali fortificazioni consentirono alla città arroccata di resistere agli arabi sino all’anno 864.
Durante la dominazione araba il nome della citta, Siculi, venne arabizzato in Siklah, da cui deriva direttamente il nome attuale. Tracce di tale periodo, che per Scicli fu particolarmente fiorente, vi sono ancora oggi in particolare in alcune sepolture nel quartiere “Scifazzu”.
La dominazione araba ebbe quindi effetti favorevoli su Scicli, vi fu un impulso netto delle scienze e dell’agricoltura, con la diffusione della piccola proprietà contadina.
Nel 1091 la città fu poi liberata dai normanni del conte Ruggero II, nella loro opera di conquista della Sicilia, la tradizione ci tramanda che ciò avvenne con una famosa battaglia che vide anche l’intervento della Madonna Guerriera a cavallo (vedi storia di Donnalucata), la storia ufficiale non da a tal proposito notizie più precise se non che Ruggero II abbia liberato Noto nel 1091 e che da lì abbia mosso con il proprio esercito in direzione di Malta.

 
Palazzo Beneventano
 
Palazzo Beneventano
 
Palazzo Beneventano
 
Palazzo Beneventano
 
       
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
       
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
Palazzo Beneventano
       
Palazzo Fava
Palazzo Fava
Palazzo Fava
Palazzo Fava
       
Palazzo Fava
Palazzo Fava
Palazzo Fava
Palazzo Fava
       
Palazzo Penna-Musso-Iacono
Palazzo Mormino-Penna
Palazzo Massari
Palazzo Massari
       

La dominazione normanna introdusse anche a Scicli il feudalesimo con un complessivo peggioramento delle condizioni di vita dei piccoli coltivatori, molti dei quali perdevano le loro terre per non essere in grado di pagare gli oboli dovuti ai propri aventi causa.
Ai normanni, dopo circa 200 anni di dominazione, succedettero gli svevi e tra questi merita senza dubbio cenno il regno di Federico II, monarca illuminato, che confermò a Scicli il privilegio di “città demaniale” nonché il motto araldico di “urbs inclita et victoriosa”.
La sconfitta nel 1266 di Manfredi, figlio di Federico II, nella battaglia di Benevento ad opera di Carlo d’Angiò, diede il via alla dominazione angioina in Sicilia, che si caratterizzò, non solo a Scicli, per malgoverno e vessazioni. Non deve pertanto stupire che già nel 1282 le città siciliane, e tra queste anche Scicli, si ribellassero cacciando i francesi, anche grazie all’aiuto di Pietro d’Aragona. Il governo spagnolo non fu però più illuminato avendo imposto da subito un “fodro” (tassa in natura) ad ogni città siciliana. A Scicli fu imposto di pagare 20 salme di frumento, 50 salme d’orzo, 50 vacche, 50 castrati e 50 maiali.
Durante la dominazione spagnola, mentre i Cabrera prendevano il posto dei Chiaramonte alla guida della Contea di Modica, Scicli perse lo status di città demaniale, divenne mero feudo e ne venne inglobata.

 
Chiesa di San Giovanni
 
Chiesa di San Giovanni
 
Chiesa di Santa Teresa
 
Chiesa di Santa Teresa
 
       
Chiesa di San Michele
Palazzo Spadaro
Palazzo Spadaro
Pal. Penna-Nicolaci-Mormina
       
Via Mormino Penna
Via Mormino Penna
Municipio
Municipio
       
Memorial Beppe Greco
Memorial Beppe Greco
Autorimessa
Autorimessa
       
Chiesa del Carmine
Chiesa del Carmine
S.ta Maria della Consolazione
S.ta Maria della Consolazione
       
S.ta Maria della Consolazione
S.ta Maria della Consolazione
Chiesa di Santa Maria la Nova
Chiesa di Santa Maria la Nova
       

Nel 1301 si ebbe forse una tra le pagine più gloriose della storia sciclitana, infatti il duca Roberto d’Angiò, alla guida di un imponente esercito, dopo aver raso al suolo Gulfi, mosse in direzione di Scicli che, una volta conquistata, avrebbe dovuto essere base di partenza per l’invasione di Siracusa.
Ma le fortificazioni sciclitane consentirono di resistere all’assedio e di avere la meglio sugli invasori ottenendo una vittoria di notevole importanza per l’evolversi successivo degli avvenimenti. Infatti durante il successivo periodo aragonese Scicli fu spesso base di partenza per gli attacchi verso Malta (in mano angioina) tanto da ricevere, per la collaborazione offerta, la gratitudine di Pietro d’Aragona.
La dominazione aragonese ebbe quindi benefica influenza in Scicli, portando alla costruzione di un famoso Liceo, del convento di S. Maria del Gesù e di quello di S. Maria della Croce.
Il Cataudella riferisce di altri episodi degni di nota e risalenti al periodo aragonese; in particolare parla della cacciata degli ebrei da Scicli, risalente al 1492, a causa di un editto regio conseguente ad una sollevazione popolare contro gli stessi. Parla ancora il Cataudella dell’istituzione del Tribunale dell’Inquisizione che pare abbia distribuito condanne anche a cittadini sciclitani sebbene nessuno di cui abbiamo notizia abbia perso la vita.
Il XVII secolo fu foriero di sventure per la città di Scicli che vide succedersi un nubifragio nel 1612, le cavallette nel 1619 dopo un periodo di siccità, nonché la peste nel 1626, che, secondo tradizione fu causato da un panno rinvenuto sulla spiaggia, forse gettato da una nave, che decimò la popolazione sciclitana.
Il secolo si concluse poi con il disastroso terremoto dell’11 gennaio 1693 in cui morirono circa 2000 dei 9300 abitanti di Scicli. La città intera venne rasa al suolo e i superstiti furono costretti a rifugiarsi nelle campagne.

 
Piazza Italia
 
Palazzo Scrofani
 
Piazza Italia
 
Chiesa Madre
 
       
Chiesa Madre
Chiesa Madre
Largo Gramsci
Largo Gramsci
       
Cinema Teatro Italia
Palazzo Bonelli-Penna
Palazzo Busacca
La Fiumara
       
Palazzo Spadaro
Palazzo Spadaro
Scuole Vecchie
Palazzo Rosso
       
Palazzo Sgarlata
Palazzo Sgarlata
Sfingi
Chiesa dello Spirito Santo
       
Chiesa dello Spirito Santo
Convento del Rosario
Convento del Rosario
Convento del Rosario
       

Nel XVII secolo Scicli, seguendo le sorti della Contea di Modica passò dapprima ai Savoia e successivamente all’Austria; durante tale periodo si verificò un generale decadimento dei commerci e dell’agricoltura con un riconsolidamento del latifondo nel suo senso più deleterio, fino al Trattato di Vienna del 1815 allorquando la città venne assegnata ai Borbone che provvidero alla nomina di un collegio di 10 membri che la governasse assieme ad un sindaco.
L’attuale provincia di Ragusa fu divisa in 4 distretti e Scicli fu capoluogo di circondario del distretto di Modica, circondario che comprendeva anche il comune di Santa Croce e che si estendeva sin quasi a Scoglitti.
Nel 1820, in pieno fermento prerisorgimentale, venne incendiato l’archivio municipale, nel 1848, vi furono dei moti, in verità di scarso spessore, capitanati da Stanislao Carrabba.
Scicli tornò ad infiammarsi nel 1860 alla notizia che Garibaldi marciava su Palermo. In tale circostanza venne creato un comitato, presieduto da Agostino Beneventano, per raccogliere uomini da inviare in aiuto a Garibaldi.
Il ruolo di Scicli, assieme a Modica, fu fondamentale in quanto le due città rappresentavano il diretto collegamento con l’isola di Malta ove si trovavano gli esuli siciliani sfuggiti alle persecuzioni borboniche.
Il 7 giugno 1860 il popolo di Scicli, riunito in assemblea, proclamò, primo tra tutti i paesi di Sicilia, la propria annessione al Piemonte con un provvedimento che venne poi ratificato dal Consiglio Civico. In seguito circa 200 persone partirono in aiuto a Garibaldi.

 
Colle della Croce
 
Colle della Croce
 
Convento della Croce
 
Convento della Croce
 
       
Convento della Croce
Convento della Croce
Convento della Croce
Convento della Croce
       
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
       
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
Grotte di Chiafura
       
Grotte di Chiafura
Sentiero a Chiafura
Eremo di San Guglielmo
Chiesa rupestre di Piedigrotta
       
Campana del Calvario
Campana del Calvario
Chiesa di Sant'Antonino
Chiesa di Sant'Antonino
       

Successivamente all’unità d’Italia anche Scicli si trovò al centro dei malcontenti per la mancata attuazione di riforme agrarie e per le tasse e la leva obbligatoria imposta dal governo piemontese, al punto che sorse a Scicli, a maggio del 1893, uno dei tanti “fasci dei lavoratori” con ben 200 aderenti.
Nel XX secolo Scicli visse in prima persona avvenimenti come la conquista della Libia, la prima guerra mondiale e lo sbarco americano che pose fine alla seconda, patendo però, più la fame e la sete che veri e propri episodi di guerra.
Oggi la città di Scicli si trova a vivere una importante fase di transizione dall’economia prevalentemente agricola che la aveva caratterizzata per tutto il dopoguerra, ad una economia basata sul terziario e soprattutto sul turismo.
Si è assistito negli ultimi anni ad una rivalutazione dell’enorme patrimonio artistico, che rende Scicli una delle perle del barocco siciliano e che sta cominciando a richiamare un gran numero di turisti, attratti anche dalla vicinanza con il mare.
Scicli si contraddistingue per l’amenità delle spiagge delle proprie borgate; oltre a Donnalucata anche Cava d’Aliga dai suggestivi paesaggi e Sampietri con le rovine del Pisciotto, fabbrica di laterizi dei primi del ‘900.

 
Mensole scolpite
 
Mensola scolpita
 
Mensola scolpita
 
Fregio decorativo
 
       
Mascherone
Festa del Gioia
Festa del Gioia
Festa del Gioia
       
Festa del Gioia
Festa del Gioia
Festa del Gioia
Madonna delle Milizie
       
Panorama
Panorama
Panorama
Panorama
       
Panorama
Panorama
Decorazione
Vicolo
       
Ospedale Busacca
Stazione ferroviaria
   
       

NON SOLO DONNALUCATA